45. Ognuno si compie

Saul Leiter, Untitled (Barbara), 1947

Hai molte ragioni per cui un amore finisce. Ci sono molti mondi nei quali hai abitato. Ci sono anche altre facce che hai indossato. Forse lei dirà che non ti fidavi o che eri falso. L’unione dei corpi a volte era veridica; altre, supponente e quindi menzognera. Ci sono anche tanti motivi per cui non ci si ritrova più, sia pure dopo pochi mesi, anche quando ci si vedeva poco. Rimangono delle maglie primaverili appese nell’armadio. I suoi doni che ti guardano quando lasci gli sportelli aperti la sera. Ci sono gli occhi di suo figlio distanti. Le tue identità riviste e rivisitate. Rimangono le carenze che ti rendono incline a cercare le storie e le relazioni inutili senza speranza. Eppure eccoci qui, a continuare, e magari un giorno… no. Ognuno si compie da solo. Anche quando ha un amico o una compagna. Non si può aspirare a titoli di nobilitazione per aver sentito battere il proprio cuore all’unisono con una donna che ci accompagnato, che abbiamo aiutato. Era anche un ladro che entrava di notte in casa e potevamo confondere la sua ombra con quella di un familiare che ci dormiva accanto.

Andrea Bianchi

Writing 71

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Saul Leiter, Johanna, 1947

Resta da capire dove nasce l’enorme tenerezza che provo, e come nasce, e perché. Anche per il pensiero di te, per il senso, l’immagine. Una tenerezza così grande e spontanea, così immediata, così rasserenante, forte: qualcosa che ho provato in tempi che non ricordo. Qualcosa di costitutivo, di formante, qualcosa che somiglia a un’iniziazione. Penso che un sentimento così completo, così intero, andrebbe esaminato per estrarne la natura, e farne campione. Ma analizzare una cosa così pura, che nasce direttamente dalla psiche, che emerge dall’insieme integrale dell’interiorità, non sarebbe possibile. Forse nemmeno sensato. Perché il solo pensiero si dissolve appena sorge, perché è l’umanità che si muove, che cerca, che si esprime, che reagisce. È ciò che tutti abbiamo dentro, il bisogno e la necessità, è l’inclinazione a esistere che porta a questo, penso. Dev’essere questo. Tu che compari, con la tua pienezza, e io che improvvisamente voglio esistere.