Matteo


Gli era stato ordinato un quadro di san Matteo per l’altare di una chiesa romana: il santo doveva essere rappresentato nell’atto di scrivere il Vangelo, e per mostrare che i Vangeli erano la parola divina doveva essergli posto vicino l’angelo ispiratore. Il Caravaggio, un giovane artista altamente creativo e intransigente, cercò di raffigurarsi la scena di un vecchio e povero operaio, un semplice pubblicano, improvvisamente alle prese con un libro da scrivere. Così dipinse san Matteo calvo, con i piedi nudi e polverosi, che afferra goffamente il grosso volume e aggrotta ansiosamente la fronte nell’insolito sforzo della scrittura. Al suo fianco dipinse un angelo adolescente, che sembra appena giunto dall’alto e che dolcemente gli guida la mano come può fare un maestro con il bambino. Quando il Caravaggio consegnò il quadro alla chiesa sul cui altare doveva essere appeso, suscitò scandalo per questa presunta mancanza di rispetto. Il dipinto non fu accettato e il Caravaggio dovette ricominciare da capo.

La storia dell’arte raccontata da Ernst H. Gombrich, Leonardo Arte, Milano 1995, pag. 31

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La persona che possiede una spiritualità gode di un vantaggio competitivo verso chi non la possiede, o non la conosce, o la rifiuta. Perché ha conferito un senso al proprio esistere, ha acquisito un modello e un rifugio, un riferimento, una direzione in cui volgere lo sguardo. Può porre domande e cercare ispirazione, sapendo che qualcuno lo ascolta; può anche condividere una fede sperimentando la comunità d’idee e d’intenti. È in grado di fare diverse cose che la persona sprovvista non può fare, perché non conosce il vuoto, dunque ha un indiscutibile vantaggio. Un privilegio, probabilmente.

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Forse il ritorno al Sacro può aiutare. Acquisire una ritualità, farne un valore, e affidarsi alla protezione di una liturgia. Credere. Moderare lo scetticismo, rifiutare l’apriorismo, evitare le generalizzazioni, guardare a quello che può esserci al di là, o al di sopra. Cercare la trascendenza e cominciare a nutrirsene. Da lì, improntare le domande al senso di rispetto che l’umanità deve al Tutto.

[immagine: © Gianni Maffi, Segnavia Altopiano Delle Pale di San Martino, 2011]