Mia signora


Frasi come «Mia signora, non posso essere al vostro servizio se tal dei tali resta in carica», «Rinuncio umilmente al mandato se Mr _ continua a essere segretario di Stato», «Non posso assicurarvi quella somma di denaro a meno che il mio L_ diventi presidente del consiglio», «Chiedo il permesso di rinunciare, a meno che _ abbia lo Stato maggiore. Non posso accettare i sigilli, a meno che _ venga spostato in un altro gabinetto». Negli ultimi anni questo è stato il linguaggio dei sudditi al loro sovrano. Hanno imposto delle condizioni per rovinare la nazione. E questo coscienzioso sistema di richieste si è diffuso talmente che chiunque, anche persone poco influenti, hanno cominciato ad avere grilli per la testa e a chiedere «che gli venisse affidato un reggimento», che «il figlio diventasse un maggiore» o che «il fratello venisse fatto esattore», altrimenti avrebbero votato «secondo coscienza».

Jonathan Swift, “The Examiner”, 7-14 dicembre 1710

The 100 greatest novels. #4

 

Mio padre possedeva un modesto fondo nella contea di Nottingham, e io sono il terzo di cinque figli. All’età di anni quattordici egli m’inviò al Collegio Emanuele di Cambridge, ove rimasi per tre anni, dedicandomi strettamente agli studi: ma essendo il costo della retta troppo oneroso per le nostre povere sostanze (sebbene vivessi piuttosto magramente), fui destinato quale apprendista presso il dottor Giacomo Bates, eminente chirurgo di Londra, col quale rimasi per anni quattro; e inviandomi talora mio padre piccole somme di danaro, le investii per apprendere l’arte di navigare e altre cognizioni matematiche, utili a chi voglia darsi ai viaggi: come sempre ritenni sarebbe stata un giorno la mia sorte. Lasciato il dottor Bates, me ne tornai alla casa paterna; ove, con l’aiuto di mio padre e di mio zio Giovanni e d’altri parenti, raccolsi la somma di quaranta sterline e una promessa di trenta sterline annue per mantenermi a Leida: ivi studiai la medicina per due anni e sette mesi, ben sapendo che ciò sarebbe stato utile nei lunghi viaggi.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, traduzione di Gianni Celati, Universale Economica Feltrinelli, 1997