Mia signora


Frasi come «Mia signora, non posso essere al vostro servizio se tal dei tali resta in carica», «Rinuncio umilmente al mandato se Mr _ continua a essere segretario di Stato», «Non posso assicurarvi quella somma di denaro a meno che il mio L_ diventi presidente del consiglio», «Chiedo il permesso di rinunciare, a meno che _ abbia lo Stato maggiore. Non posso accettare i sigilli, a meno che _ venga spostato in un altro gabinetto». Negli ultimi anni questo è stato il linguaggio dei sudditi al loro sovrano. Hanno imposto delle condizioni per rovinare la nazione. E questo coscienzioso sistema di richieste si è diffuso talmente che chiunque, anche persone poco influenti, hanno cominciato ad avere grilli per la testa e a chiedere «che gli venisse affidato un reggimento», che «il figlio diventasse un maggiore» o che «il fratello venisse fatto esattore», altrimenti avrebbero votato «secondo coscienza».

Jonathan Swift, “The Examiner”, 7-14 dicembre 1710