The 100 greatest novels. #4

 

Mio padre possedeva un modesto fondo nella contea di Nottingham, e io sono il terzo di cinque figli. All’età di anni quattordici egli m’inviò al Collegio Emanuele di Cambridge, ove rimasi per tre anni, dedicandomi strettamente agli studi: ma essendo il costo della retta troppo oneroso per le nostre povere sostanze (sebbene vivessi piuttosto magramente), fui destinato quale apprendista presso il dottor Giacomo Bates, eminente chirurgo di Londra, col quale rimasi per anni quattro; e inviandomi talora mio padre piccole somme di danaro, le investii per apprendere l’arte di navigare e altre cognizioni matematiche, utili a chi voglia darsi ai viaggi: come sempre ritenni sarebbe stata un giorno la mia sorte. Lasciato il dottor Bates, me ne tornai alla casa paterna; ove, con l’aiuto di mio padre e di mio zio Giovanni e d’altri parenti, raccolsi la somma di quaranta sterline e una promessa di trenta sterline annue per mantenermi a Leida: ivi studiai la medicina per due anni e sette mesi, ben sapendo che ciò sarebbe stato utile nei lunghi viaggi.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, traduzione di Gianni Celati, Universale Economica Feltrinelli, 1997

The 100 greatest novels. #2

Errando per le selvagge contrade di questo mondo, arrivai in un certo luogo dove c’era una grotta e lì mi coricai per dormire. E dormendo sognai un sogno.

John Bunyan, Il viaggio del pellegrino, Gribaudo, 2000.

con De Nittis

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De Nittis inizia come raffiguratore naturalistico della sua Puglia: un pittore verista, o veristicamente naturalista. Nell’Ottocento il verismo pittorico si prende l’incarico di approfondire il principio di verità: più dello storico e del letterato, è il pittore il soggetto che vede, che deve rendere la realtà nei colori e chiaroscuri che tutti vedono. Soggetti reali e attuali, non provenienti dal passato (che è appannaggio dello studioso e del letterato).

Il passaggio degli Appennini, 1867


Niente rievocazione storica, dunque, niente antiquaria. Il mondo andava riscoperto con la veduta autentica, in interazione (e in concorrenza) con la fotografia. Dunque, nei paesaggi il taglio quasi fotografico aboliva la messa in scena, l’abbellimento, l’allegoria, il punto di vista distante: lo spettatore del quadro non era come davanti a uno spettacolo teatrale, a una manipolazione narrativa, ma veniva attratto a partecipare alla vita dei personaggi e dell’ambiente raffigurati.

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Ma ciò che colpisce è il De Nittis degli anni seguenti, innanzitutto il De Nittis parigino, che raffigura lo stile dell’epoca e tocca il massimo con la Signora col cane (“Ritorno dalle corse”).

DE NITTIS ritorno dalle corse

Completamente diverso dal successivo De Nittis londinese: nei quadri londinesi si abbandona l’aura impressionistica per calarsi in una realtà diversa, si entra nel tessuto sociale della città. Il grigio tende a predominare, i volti sono ben caratterizzati (a differenza delle dame di Parigi, più connotate dagli abiti e solo accennate nei tratti somatici).

Giuseppe De Nittis - Tutt'Art@ (20)


Nelle vie di Londra i volti sono definiti, così le espressioni, e gli edifici sono resi in maniera particolareggiata. La vita cittadina rivela le diverse classi sociali: tanto le atmosfere parigine erano trasognate quanto quelle londinesi sono concrete e evocative di una precisa realtà socio-economica. Più foschia, meno seduzione dei colori; più prosaicità, meno eleganza.

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Ah, sì? (6)

Due Parole sul famigerato Spread. Questo differenziale fra i tassi pagati dai titoli di Stato in Europa è un ottimo indicatore quando si vuole mettere a confronto un’economia stabile e forte con un’altra più precaria e instabile; ma se le due economie fanno parte di un sistema comune che ha un alto rischio sistemico (in quanto le sue economie sono tutte correlate), lo spread come indicatore della stabilità di uno Stato perde di validità. Ebbene, tanto per cominciare, corre voce che la situazione italiana sia al momento più salutare di quella di Francia e Germania, le quali sono parecchio più esposte sul mercato bancario. Poi, si è parlato moltissimo della situazione italiana, mentre non si parla di Gran Bretagna e di Cina, ad esempio. La Gran Bretagna è strettamente legata alla Royal Bank of Scotland (RBS) la quale, a sua volta, è legata alla Grecia. Poco tempo fa venne dimostrato, in base ad uno “stress test” simulato, che un ipotetico taglio sul debito greco avrebbe costretto RBS a una ricapitalizzazione di 12 miliardi di euro, seguita immediatamente dalla tedesca Deutsche Bank e dalla francese Societé Generale. E quanto alla Cina, la sua produzione sta rallentando e i consumi interni non riescono a ripartire, vista la pessima distribuzione della ricchezza e un’inflazione — combattuta a suon di taglio dei tassi d’interesse — che non favorisce le esportazioni; in più, è in agguato una vera e propria “bolla immobiliare” pronta a scoppiare, con effetti tutti da vedere. Tanto per essere chiari.