densità

Matthieu Ricard lavorava come biologo molecolare in Francia, fino alla conversione al buddismo di scuola tibetana, di cui ora è monaco. Momento fondamentale di quella religione è la meditazione. Essa è un processo cognitivo rivolto verso sé stessi, che si esercita, anche per lungo tempo, in isolamento e silenzio assoluti, senza libri, giornali, notizie, incontri. Con alcuni colleghi e neurofisiologi, Matthieu Ricard ha indagato la meditazione come evento della corteccia cerebrale. Durante la meditazione la corteccia prefrontale, aiutata dai centri della memoria e dell’affettività, cerca, indaga, scandaglia, accetta, approva, contesta, rifiuta, rimprovera, svergogna sé stessa. Il cervello è in condizione di grande attenzione e vigilanza, confermate dall’aumento definito «drammatico» della frequenza delle registrazioni elettriche. Dopo un certo tempo, il meditante avverte che il passaggio mentale da un argomento all’altro gli riesce più facilmente. Tale agilità permane dopo la meditazione. Ciò è spiegato con la maggior familiarità con i propri meccanismi che la mente acquisirebbe con la meditazione. Se, a occhi chiusi, ci si sforza di immaginare qualcosa (un oggetto, una persona, un luogo), sono attivati non solo i meccanismi dell’attenzione, ma anche quelli della visione. L’attivazione visiva riuscirebbe più in fretta e meglio nelle persone dedite alla meditazione. Con indagini della risonanza magnetica è stato dimostrato, nel cervello di Ricard e di altri dediti regolarmente alla meditazione, che essa fa aumentare il volume di particolari aree della corteccia, specie nei lobi prefrontali. Non aumenta il numero di neuroni, ma la densità delle sinapsi e delle fibre che connettono i centri corticali. Si sa da molti anni che l’esperienza del mondo esterno modifica la struttura del cervello e che ogni percezione equivale a una nuova struttura della corteccia. Ora si è visto che anche stimoli interni alla corteccia cambiano struttura e funzionamento del cervello.

Arnaldo Benini, La coscienza imperfetta, Garzanti, Milano 2012, pagg. 18-19