il Pesanervi

“Così, per dire, un’editrice relativamente recente come La Nave di Teseo cresce scimmiottando Adelphi con esiti grotteschi: se quelli pubblicano l’opera omnia di Nietzsche questi editano le operette di Umberto Eco, se gli uni stampano le Considerazioni di un impolitico di Thomas Mann gli altri insistono a pubblicare un politico come Dario Franceschini, per non dire di Carlo Calenda; quelli stampano i proclami di Zelensky gli altri Dialogo sul potere di Carl Schmitt; La Nave di Teseo scommette su cantanti scrittori come Ermal Meta, Adelphi preferisce i musicisti di genio, insiste con L’ala del turbine intelligente di Glenn Gould, un libro che dovrebbero leggere in molto, non solo i cantautori. Certo, l’editoria è sempre un sistema di relazioni, ma un conto è Milan Kundera che scrive di Hermann Broch che elogia Canetti, un conto Maria Grazia Calandrone che introduce il libro di Sonia Bergamasco che ha messo in scena il libro della Calandrone (entrambe bravissime, sia chiaro). Quanto agli scrittori italiani, viventi, non è detto, però, che Adelphi sia meglio de La Nave di Teseo”.

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