maiali grassi

Vincenzo Irolli, Meriggio, 1887

[A Joyce Fante]
[Napoli]
[28-30 luglio 1957 circa]

Tesoro,
le donne di Napoli sono dei maiali. Sono maiali grassi con dei vestiti sciatti, di solito neri, macchiati di salsa di pomodoro, urina, grasso, o cacca di bebè. I seni gli arrivano alle ginocchia, e i loro culi pendono come dei palloncini gonfi d’acqua. In realtà non camminano, si trascinano piuttosto, scivolando su dei sandali di legno o cuoio dai quali fanno capolino dieci sudice dita. Ma devo anche spiegare che sono meravigliose, ognuna ha il volto della madre di Dio e le mani contorte, incallite e tenere delle donne che hanno passato la vita a badare ai propri figli e ai propri uomini. Quei seni giganteschi e scesi, cosí grotteschi e mostruosi, confortano i bambini che piangono, e non è difficile immaginare che eccitino gli uomini. È anche possibile che a Napoli gli uomini preferiscano che le loro donne siano corpulente e abbrutite, con pance poderose e occhi che hanno guardato Dio. Immagino che gli uomini vogliano che le donne abbiano un forte odore di sudore e di mestruazioni perché è animalesco, è come andare il piú vicino possibile all’animale continuando a vivere nella civiltà. Perché sono civili, sofisticati, generosi, gentili, educati, valorosi e terribilmente coraggiosi.

J. Fante