come infanti

Dirck van Baburen, Vulcano incatena Prometeo, olio su tela, 1623

Ascoltate invece le miserie dei mortali: erano come infanti prima, e io diedi loro coscienza e pensiero. Parlerò senza disprezzo alcuno per gli uomini, ma vi spiegherò quanto fu il mio amore per loro, quali i miei doni. Prima avevano occhi e non vedevano, orecchie e non sentivano, ma come le immagini nei sogni vivevano confusamente una vita lunga, inconsapevole. Non sapevano costruire edifici, case all’aperto, non sapevano lavorare il legno: lavoravano sottoterra come brulicanti formiche, in caverne profonde, senza la luce del sole. Non sapevano riconoscere i segnali dell’inverno, la primavera e i suoi fiori, l’estate e i suoi frutti. Facevano tutto senza coscienza finché io insegnai loro a distinguere il sorgere e il tramontare degli astri; e poi il numero, il principio di ogni sapere, per loro inventai, e le lettere e la scrittura, memoria di tutto, madre feconda della poesia.

  • Eschilo, Prometeo incatenato