Elsa

«Nello stesso periodo, successe un’altra cosa stupida e insieme inaudita. Io ho ancora un lunghissimo carteggio fra Sereni, Polillo, Formenton, che tratta dell’affare Morante. Elsa, assediata da tutti gli editori italiani, mi disse che avrebbe voluto dare il suo nuovo romanzo alla Mondadori».

— Andiamo verso il 1974, quindi si trattava de La Storia…
«La Storia. Le ragioni che lei adduceva erano due: Mondadori era il solo editore che avesse degli economici che funzionassero e lei voleva una edizione popolare per il suo romanzo popolare. La seconda era che lei ricordava Alberto Mondadori come un signore generosissimo che le aveva fatto molta simpatia. Non sapeva niente delle faccende del Saggiatore. Scrissi lettere a non finire. Nessuno rispose, nessuno, fra Formenton, Polillo, Sereni, prese il treno per andare a Roma a parlare con la Morante. Alla fine capii una cosa molto semplice: spesso crediamo che le ragioni di certi avvenimenti siano in qualche modo elevate, soggette a essere penetrate culturalmente e razionalmente, studiate e argomentate. No. Le ragioni per cui avvengono le cose sono frescacce. Sono le più stupide.
La verità è che in Mondadori volevano scrittori che costituissero una società solidale e formassero un gruppo. Figurarsi Elsa! Elsa Morante era un individuo solitario che non sarebbe mai appartenuta al sistema editoriale vigente in quella casa editrice. Vuole sapere qual era lo scrittore ideale per la Mondadori? Sono stati due: Piero Chiara e Guido Piovene. Erano perfetti: Guido Piovene, con la sua brava moglie, e Piero Chiara, con le sue storielle, con cui divertiva ora quello ora quell’altro. Loro avevano bisogno di autori solidali, complici se posso usare una parola cattiva, ma soprattutto solidali. Elsa Morante, con il suo carattere imperioso, con la sua solitudine eccentrica, il profilarsi di un altro scontro Roma contro Milano… Tutte frescacce. Persero La Storia, senza aver nemmeno letto il romanzo. E pensare che Livio Garzanti non faceva altro che stazionare in permanenza davanti alla casa di Elsa per averlo».

Intervista a Cesare Garboli, Panta n. 19 – Editoria, Bompiani, 2001