28. Lo zio Bajaco scioglie il nodo

Henri Rousseau, Natura morta con frutta esotica

Lo zio era quello artista nella casa. Era legato alla madre mentre mio padre era più affezionato al papà e quindi al bar. C’era un angolo della casa dove si vendevano pani e dolci. Infatti quando morì il nonno mio papà ereditò quella parte di casa come ti dicevo mentre lo zio…
— Come si chiamava?
— Aveva un nome di un pesce, Bajaco, non lo so quello che sta fermo al porto mentre il pescatore non fa nulla. Comunque lo zio l’aiutai da adolescente, o forse ero ancora ragazza, a dipingere tutto l’ingresso di un blu…

…non poteva essere altro che blu pastello quello usato a Rio negli anni Settanta. E oggi a distanza di quarant’anni Jessica perdona. Perdona perché lo zio Bajaco se ne è andato col cappio al collo e oggi lei non vuol più sentir dire da uno che si accomiata “non so quando ci rivediamo” perché furono le parole — quasi simili — dette dallo zio dopo un concerto sulla pubblica piazza. Ultima esecuzione di cui si ricordò il paese e effettiva cronaca di una morte annunciata.
Jessica perdona lui e suo padre. E il padre di suo padre perché ognuno di loro ha tolto un grammo di destino violento nei figli rispetto a quel che aveva patito. E lei donna osserva da matriarca inconcussa tutte queste fragilità protratte — “erano sensibili ma feriti” esclama almeno tre volte nel corso della ricapitolazione, avviata tracciando sulla tovaglietta un abbozzo di com’era organizzata la planimetria della casa, un po’ Henry Brulard un po’ custode del focolare, ventiseienne che scalpita per queste piccole grandissime cose.
“E non ti abituare che ogni venerdì sia così”. Ma io tanto l’ho già capito da te che gli antenati hanno già sciolto il nodo per noi.

Andrea Bianchi