Contro i leccaculo

Naturalmente, nessuno ha letto Houellebecq se non con il conforto dei propri decaffeinati e defecanti pregiudizi, per cui, come dire, purché se ne parli ogni stronzata è lecita. Naturalmente, nessuno si è occupato, se non in forme vaghe, vulnerabili, fumose, del linguaggio di MH, della decenza della forma, della sua inesorabile decadenza; ogni libro, ormai, è a servizio di un’idea, di un’ideologia, di una politica, di una polemica. Tutto, cioè, dev’essere liofilizzato in sociologismo putrido, slinguato in fetida analisi del tempo presente, in stantia e instupidita preveggenza di ciò che sarà: quando torneremo a stupirci di fronte a un romanzo banalmente bello, sinuosamente perfido?
Che tristezza, però: Houellebecq non ha bisogno di fidi scudieri e di lesti leccaculo, a che pro? Sarebbe stato bello, giornalisticamente, ammirare uno scrittore italiano capace di annientare Annientare. Figurarsi. Gli scrittori nostri sono dei debosciati, notoriamente invidiosi, famelici di un posto al sole, meglio non inimicarsi il patetico parterre degli editori yacht. Ma perché star dietro al deretano dell’editore star, essere complice dei suoi affari editoriali, accettare accordi & contratti, stare nel sistema della pubblicità di massa, di merda?