Tano

«Eravamo arrivati al punto che i critici, per manifestazioni come la Biennale, volevano i quadri di Tano Festa, ma non volevano lui. Lo consideravano già morto. All’ultima Biennale, per esempio, Tano si presentò. Volevano imporgli di pagare il biglietto d’ingresso per poter vedere i suoi quadri alle pareti. Allora, ironicamente, si mise fuori della porta, nel giardino, a chiedere l’elemosina. Naturalmente nessuno capì. Non era lui che faceva pena, ma chi lo aveva messo al bando».

il gallerista Francesco Soligo, rivista “Arte”, 1989

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