11. La Mia Jessica

Henri Rousseau, Il sogno, 1910

Diceva che gli uomini sono educati dalla società a non piangere diversamente dalle donne e quindi si liberano con la sessualità. Sosteneva che dopo aver pianto si vedeva finalmente il mondo senza una patina blu davanti, e a chi le faceva notare che dopo il pianto le sacche lacrimali sono vuote e perciò più leggere, ribatteva che era proprio la vista che si faceva più ariosa e leggera. O qualcosa di simile. Aveva affermato che con gli anni stando da soli e non in coppia fissa si diventa più esigenti e selettivi, indipendentemente che si sia uomini oppure ragazze. Ragazzi o invece donne. Ribatteva che uno agli inizi non le andava bene perché le aveva ricordato troppo la madre di lei — per la tenerezza — e per questa ragione agli inizi lo aveva messo da parte sinché alla fine non si era riconciliata con la madre e quindi anche col tenero e sentimentale amatore. Arguiva dai suoi ventisei anni ricolmi di vita e di esperienza e di passione e di fede in queste sostanze elencate che: — dopo un certo periodo una regina veniva sempre spodestata — e che comunque anche la regina successiva si sedeva anche lei sopra lo stesso genere di tesoro, che è suo e solo di lei e della donna soltanto — e perciò stesso cercava di innamorarsi di altri uomini che non le ricordassero finalmente più il padre — anche perché il padre anni prima aveva un amico che ci aveva provato con  lei e dopo che lei lo disse al padre al telefono quasi vent’anni dopo, pianse — il padre e non lei — la figlia lo dedusse dal silenzio che le arrivava dall’altra parte del telefono — ché gli uomini sembra sappiano piangere in telefono mentre le donne piangono sempre al momento giusto e attribuiscono le colpe alle persone che se le sono meritate — mentre chi non piange, incassa e poi riversa tutto al momento sbagliato, nelle circostanze sbagliate. Aveva un tatuaggio piccolo e colorato di Alice e dello Stregatto sul braccio destro. Un braccio sottile come l’albero da cui era entrato il Bianconiglio, suppongo. 

Andrea Bianchi