Cronisti

Edgar Degas, Musicisti d’orchestra, 1872-76

Negli echi di cronaca, bisogna che ognuno trovi ogni giorno almeno una riga che lo interessi, affinché tutti li leggano. Bisogna pensare a tutto e a tutti, e a tutte le classi, a tutte le professioni, a Parigi, alla Provincia, all’Esercito, ai Pittori, al Clero e all’Università, ai Magistrati e alle Cortigiane.
L’uomo che li dirige, e comanda al battaglione dei cronisti, deve essere sempre all’erta, sempre in guardia, diffidente, previdente, astuto, vigile e pieghevole, armato di tutte le furberie e dotato di un fiuto infallibile per scoprire a colpo d’occhio la notizia falsa, giudicare quello che è bene dire e quello che è meglio tacere, quello che farà effetto al pubblico; e saperlo presentare in modo che l’impressione sia moltiplicata.
(…)
Gli ispiratori e i veri redattori della Vie Française erano una mezza dozzina di deputati interessati a tutte le speculazioni lanciate e sostenute dal direttore. Alla Camera, erano chiamati la “Banda Walter”, ed erano invidiati perché si pensava che guadagnassero denaro con lui, e per mezzo di lui.
Forestier, redattore politico, era soltanto l’uomo di paglia di quegli affaristi, esecutore delle loro intenzioni. Essi gli suggerivano gli articoli di fondo, che egli andava sempre a scrivere a casa, per essere più tranquillo, diceva.
Per dare poi al giornale una parvenza letteraria e parigina, vi avevano aggregato due scrittori celebri in due generi diversi. Jacques Rival, cronista di attualità, e Norbert de Varenne, poeta e collaboratore letterario, o piuttosto narratore, secondo la nuova scuola.
Si erano poi procurati, a basso prezzo, critici d’arte, di pittura, di musica, un critico teatrale, un redattore criminalista, e un redattore ippico, fra la grande tribù degli scrittori adatti a tutto. Due donne della buona società, “Domino rosa” e “Zampetta bianca”, mandavano scritti di varietà mondane, trattavano le questioni di moda, di vita elegante, di galateo, di etichetta, e confidavano qualche indiscrezione sulle signore dell’aristocrazia.

Guy de Maupassant, Bel-Ami, 1885