Sette poemi


Beato avamaposto
di amanti di-speranti:
ponte, tu sei — passione:
convenzione: puro in mezzo.

Mi annido: tepore.
Costola sono — mi stringo.
Né prima di, né dopo:
sagacia degli interludi!

Né bravccia, né gambe.
Tutta osso, tutta addosso:
solo il fianco è in vita,
al suo contiguo mi avvinghio.

Tutta la vita — nel fianco!
Che è udito, che è eco.
Come tuorlo ad albume m’invischio,
come eschimese alla pelliccia.

Mi rannicchio, mi avvinghio,
aderisco. Gemelli siamesi —
siete niente, al confronto.
Colei che — ricordi? — madre

chiamavi, che se stessa
e tutto obliando ti portava
imperturbabile in trionfo,
non più da presso ti teneva.

Comprendi! Un’unica cosa eravamo!
Avveràti! Mi cullavi in petto!
Non — mi butterò di sotto!
Per tuffarmi — dovrei slacciare

la mano. E mi stringo,
mi stringo… indisgiunta.
Ponte, non sei consorte, ma
amante — sfili sempre accanto!