Investitori esteri

Facciamo una cosiderazione sulle mosse finanziarie conseguenti alla catastrofe in Giappone. Secondo dati Reuters, gli investitori esteri hanno acquistato un ammontare record di azioni nipponiche nella settimana seguente al sisma, quando la borsa di Tokyo crollava, mentre gli investitori giapponesi hanno riempito i portafogli di titoli di Stato esteri, contrariamente a quanto si pensava, cioè che avrebbero fatto rientrare i capitali investiti oltreconfine.
In particolare, gli investitori esteri hanno comprato 891 miliardi di yen (pari a 11 miliardi di dollari) di azioni sulla borsa di Tokyo fra il 14 e il 18 marzo, l’acquisto netto più elevato dal 2005, anno a partire dal quale sono disponibili questi dati. I dati raccolti dalla borsa di Tokyo, invece (risalenti al luglio 1983), mostrano che gli stranieri hanno comprato l’equivalente di oltre 955 miliardi di yen, il secondo valore più alto dopo un record registrato a marzo 2004. Teniamo conto che nei primi due giorni della settimana seguente alla catastrofe, il mercato azionario giapponese ha registrato la caduta più pesante (su un medesimo periodo) dal 1987.
In realtà, la scommessa positiva degli investitori esteri sull’azionario di Tokyo dura da mesi: per quasi tutte le 23 settimane precedenti il sisma, gli esteri son stati acquirenti netti di azioni nipponiche. E se la minaccia di una crisi nucleare ha seminato il panico, spingendo molti a liquidare le posizioni lunghe, il crollo delle quotazioni ha innescato subito un’ondata di acquisti a prezzi ribassati, cosiderati un’occasione per gli investitori dall’occhio lungo.