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rm019 Black Magic, 1942 1a

Sai, ho l’impressione che leggerti mi aiuti a trovare e interpretare quei segmenti di me che sento incomprensibili. Sono i perché che mi sfuggono, le relazioni di senso, il fine a cui tendono, se un fine c’è. Io vivo proprio la triplice impazienza descritta da Lévi-Strauss (ma chissà quanti la vivono!). Il più tardi mi preme sull’animo, benché mi sforzi di controllarne l’invadenza; l’adesso mi sfugge da sotto mentre me ne sto ancora nutrendo; il passato è così vorace, con gli angosciosi macigni che ancora mi sovrastano, da disgregare l’immagine di futuro da cui traggo forza.
Sento arrivato il momento in cui potermi guardare dentro, senza che nessuno (persona, procedura o scheggia d’apparato) s’impossessi di me. E tu sei come una lente attraverso cui posso guardare.