L’INCIPIT

nano gnostico

Questa mattina Sua Santità mi ha chiamato a leggergli sant’Agostino, mentre il medico applicava unguenti e balsami al suo culo purulento; uno in particolare, a quanto pare preparato con piscio di vergine (dove avranno scovato una vergine a Roma?) e con un’erba rara proveniente dall’hortus siccus privato di Bonet de Lattes, il protomedico ebreo del Papa, puzzava in modo abominevole. Tuttavia, non era peggiore del fetore nauseabondo delle pustole suppuranti e delle piaghe stillanti che adornavano il martoriato deretano di Sua Santità. (Tutti alludono a queste repellenti afflizioni come a ‘fistule’, ma io non sono impastoiato dalla prudenza egoistica del tatto.) Con l’alba sollevata sopra i fianchi, e le mutande calate attorno alle caviglie, l’uomo più potente del mondo giaceva stravaccato sul letto come un efebo in attesa d’essere debitamente sodomizzato.
Sodomizzato lo è stato, più e più volte; donde le condizioni del suo culo. Sua Santità preferisce assumere il ruolo femminile, contorcendosi e strillando sotto qualche nerboruto giovanotto, come una sposa penetrata per la prima volta. Non che io trovi personalmente da obiettare a simili comportamenti; dopotutto Leone è il Papa e, fuorché dichiarare pubblicamente che Dio è maomettano, può fare quello che gli pare e piace.

incipit di: David Madsen, Memorie di un nano gnostico, ed. Meridiano Zero, Padova 2005