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In realtà, non hai detto nulla di sbagliato. In realtà sei positiva e propositiva, sempre. Sei altruista, generosa. Sei ingenua, indifesa. Sei tutte le cose che possono spingere un uomo ad affezionarsi a te, ma non solo: credo che tu sia fatta per essere amata. Anch’io comincio a sentire il bisogno della tua presenza in carne e ossa: come dici tu, per gli amici normali questo non accade. C’è qualcosa di più fra noi, è evidente a entrambi, ed è troppo bello per lambiccarcisi sopra con questioni interpretative. Dobbiamo viverla prendendo e dando il meglio, essendone felici.
Nel frattempo il timore di non essere all’altezza striscia per conto suo, parallelamente, si annida in certi gangli nascosti e poi fa capolino puntualmente. Ma va considerato come uno stimolo, non come un freno. Somiglia un po’ al modo di “trarre il buono” anche dalle situazioni difficili. Una delle tecniche che uso, soprattutto nel lavoro, è quella di “scomporre” il problema nelle sue singole parti, per poi affrontarle e superarle una per volta. Quando si presenta una grana che, vista nella sua totalità, sembra insormontabile e quindi spaventa, invece di smarrirsi dandola per intera, la si guarda nei singoli elementi: ognuno dei quali, se affrontato con metodo e attenzione, diventa superabile. Prima uno, poi un altro, poi un altro (che s’infila di conseguenza a quello precedente), poi ancora quello successivo. Procedendo così, si arriva a superare il problema intero. La condizione è quella di non farsi spaventare, ma guardare con distacco e mettersi a lavorare di “smontaggio”. È lo stesso metodo che si usa di fronte a un piatto gigantesco di pastasciutta: siccome è peccato lasciarla, si comincia lavorarla ai fianchi, cerchio dopo cerchio, smontando la montagna strato dopo strato, finché si arriva alla fine, talvolta sotto l’ammirazione dei compagni di desco, che ti vedono così magro. Di sicuro ci vuole pazienza, oltre alla capacità d’analisi che dici; a volte mi consolo pensando che in fondo ho tutto il tempo davanti.