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busta+per+lettera Signor Tortelli, lei mi sta sul cazzo. E non è una cosa tanto anomala: che lei sia un grandissimo fetente lo si può verificare dalle sublimi ironie che ama distribuire in giro, e dalla strana terminologia che usa. Più volte l’ha fatto, e non a caso. Che significa “niubbo”? Nuovo arrivato, pivello, inesperto? È forse uno status sociale, una condizione esistenziale? O una categoria dello spirito? Ma chi è lei, Tortelli? Ce lo dica, non abbia timore: l’antipatia che provo nei suoi confronti è così grande che chiudo immediatamente la rissa. È un’antipatia istintiva, non generata da un’analisi della sua statura, che sia morale o culturale. Non ho mai sopportato la sua sicumera, la sua spocchia, nemmeno il tono della sua voce; ma tralasciamo i giudizi, che ci porterebbero fuori dal punto. Il punto è che lei mi sta sul cazzo. E sta sul cazzo a molte altre persone, fatto che mi conforta non poco. Perché lei ha perso, Tortelli. Non è il primo a far l’errore di sottovalutare chi ha di fronte: peccato che nel mio caso non l’abbiano avvertita. Del resto, nessuno ha avuto la delicatezza di avvertire me della sua irritante presenza, e nemmeno del fatto che lei è un ignorante istruito, circostanza che considero una penosa aggravante. Lei è una di quelle persone che farei di tutto per evitare, di quelle che se ti si attaccano a una gamba il rimedio migliore è amputarla: figuriamoci se intendo ciucciarmela ancora, anche se in una riunione collegiale e per una volta sola. La sua inconsistenza è tale che non sarebbe in grado di dar più pensiero di una scoreggia, quindi non si prenda il merito della mia prossima assenza. Lei è stato l’unico coglione che ha voluto intromettersi in una disputa che non le competeva: tutti si sono dimostrati intelligenti, astenendosene; sarà un caso? La sola cosa che mi conforta è che non vedrò più comparire né il suo nome né la sua orribile sagoma, che mi faceva l’effetto dell’apparizione di un serpente. E ora prenda i suoi lobi cerebrali e vada a cagare.